16/02/2012
Il perdono che riconcilia
VII DOMENICA ORDINARIA “B”
Il perdono che riconcilia
«Alzati, prendi la tua barella e va’ a casa tua» (Mc 2,11)
RITI DI INTRODUZIONE
Prima della Celebrazione:
M. Fratelli e sorelle, il Signore Gesù ci accoglie alla mensa domenicale della Parola e dell’Eucaristia; egli ci annuncia la buona novella del regno, perdonando la nostra vita malata di solitudine ed egoismo. Il volto del Dio ricco di misericordia si rivela in modo speciale proprio quando prendiamo coscienza dei nostri bisogni profondi e del nostro peccato. Il cuore della Parola di oggi può essere proprio questo: Gesù che perdona i peccati è segno che è venuto il tempo nel quale Dio, manifestando la sua misericordia, ristabilisce la comunione degli uomini con lui, rendendo possibile una umanità nuova. Animati da questa speranza e dall’esempio di Gesù, possiamo invocare: «O Dio… che nel perdono dei peccati ci doni il segno della creazione nuova, fa’ che tutta la nostra vita riconciliata nel tuo amore diventi lode e annunzio della tua misericordia».
Cantiamo la nostra gioia di sentirci accolti e perdonati intorno all’unica mensa dell’amore fraterno.
Saluto:
P. Il Padre della misericordia, vi doni nuova vita in Cristo, effonda su di voi il suo Spirito per la remissione dei peccati, e la pace sia con tutti! E con il tuo spirito!
Accoglienza:
P. In questa celebrazione, che abbiamo iniziato nel suo nome, il Signore ci accoglie così come siamo, nella varietà delle nostre condizioni di vita. Come il paralitico, che sta al centro dell’episodio evangelico odierno, non ci sentiamo soli, ma sostenuti dai nostri fratelli, che ci aiutano a portare il peso delle nostre difficoltà e a raccomandarci al Risorto, perché ci sollevi dalle nostre prostrazioni e ci renda persone nuove.
Invito all’atto penitenziale:
P. «Figlio, ti sono perdonati i peccati»: la garanzia donata da Cristo nell’incontro con il paralitico ci infonde speranza, perché anche noi avvertiamo la necessità di essere aiutati e risollevati dalla nostra condizione di peccato, che ancora riconosciamo all’inizio di questa celebrazione.
Invocazioni per l’atto penitenziale:
P. Signore, in te si sono compiute tutte le promesse del Padre, abbi pietà di noi:
Signore, pietà!
P. Cristo, in te sale a Dio il nostro «Amen» per la sua gloria, abbi pietà di noi:
Cristo, pietà!
P. Signore, in te ci è donato il sigillo dello Spirito nei nostri cuori, abbi pietà di noi:
Signore, pietà!
LITURGIA DELLA PAROLA
Prima Lettura (Lv 13,1-2.45-46):
M. Dio, che è ricco di misericordia infinita, vuole ricordarsi solo della sua bontà: per bocca del Profeta Isaia egli rivela al suo popolo che, nonostante le sue infedeltà, gli conserva il suo amore: anzi farà di esso una creazione nuova.
Salmo Responsoriale (Sal 40,2-5.10-11):
M. Se noi avremo pietà dei nostri fratelli, Dio avrà pietà di noi. Egli ci guarisce, rende puro il nostro cuore, dà forza al nostro spirito e fa di noi delle creature nuove!
Seconda Lettura (2Cor 1,18-22):
M. L’apostolo Paolo ci invita a considerare come Dio sia stato fedele alle promesse, mandando Gesù. Egli è l’Amen di Dio, in lui c’è stato il sì di Dio all’umanità. In lui si compiono tutte le promesse di Dio nella storia della salvezza.
Vangelo (Mc 2,1-2):
M. Nel Vangelo ascolteremo la guarigione del paralitico. Il messaggio di oggi è chiaro: Dio vuole riconciliarsi con l’uomo e nemmeno il peccato può separarci da lui. La riconciliazione offerta da Dio, fedele a se stesso, apre all’umanità nuove strade e le dà un futuro.
Introduzione alla preghiera dei fedeli:
P. Fratelli e sorelle, come il paralitico, ci poniamo davanti al Signore, per essere da lui accolti e liberati dalle nostre infermità. Questa preghiera si innalza al Signore della vita, perché apra l’umanità agli orizzonti della sua salvezza, nella creatività dello Spirito.
Intenzioni di preghiera:
1. Signore, la tua Chiesa manifesti la tua misericordia nei confronti di chi vive nella paralisi del male e della miseria. Nel tuo nome risolleva dal letto della sofferenza le persone che non trovano fratelli disponibili a rispondere alle proprie esigenze, ti preghiamo.
2. Signore, chi svolge un ministero nella comunità cristiana aiuti anzitutto quanti giacciono sul letto del dolore, isolati dalle relazioni con gli altri. I giovani e i ragazzi siano educati a scoprire e a vivere la novità del tuo perdono, ti preghiamo.
3. Signore, chi deve compiere scelte impegnative sia sostenuto nel pronunciare il suo “sì” autentico, sorretto dalla forza del tuo Spirito. Con la tua misericordia vieni incontro a quanti non sanno rinunciare ai loro “no” alle cattiverie, ti preghiamo.
4. Signore, come popolo che hai plasmato, fa’ che celebriamo le tue lodi per continuare le meraviglie da te operate. Il nostro “grazie” in questa assemblea esprima la riconoscenza verso il Padre, che attua realtà sempre nuove per la nostra pace, ti preghiamo.
5. Signore, tu sai che viviamo in un mondo che ha perduto ad un tempo il senso di Dio e il senso del peccato: più o meno tutti siamo contaminati dalle sua falsità. Strappaci tu, o Signore, dalle tenebre e dall’errore, dalla schiavitù del peccato. Rivelaci il tuo mistero di amore e donaci un cuore pentito e fraterno. Ti preghiamo.
Orazione conclusiva:
P. Padre di bontà e di misericordia, accogli le invocazioni che ti abbiamo innalzato nel nome del tuo amato Figlio. A chi ti cerca partecipa la gioia di incontrarti, superando ogni difficoltà; a chi ti ha tradito accorda la grazia del perdono, perché si ravveda; a chi ti è fedele concedi di crescere nella sapienza evangelica, perché sempre più ti ami: in Cristo Gesù, nostro Signore. Amen!
LITURGIA EUCARISTICA
Prima del Prefazio:
M. Fratelli e sorelle, abbiamo portato pane e vino sull’altare e li abbiamo presentati al Padre. Ora ringraziamolo, perché ci dà la possibilità di essere riconciliati con lui mangiando alla sua mensa il pane della Pasqua e bevendo al calice del sangue della nuova ed eterna alleanza, sparso per la remissione dei peccati.
Al Padre nostro:
P. In Cristo c’è stato il ‘sì’ totale al compimento della volontà del Padre, realizzando quindi tutte le promesse. Anche noi dichiariamo questa volontà, mentre insieme ci appelliamo alla medesima paternità divina: Padre nostro...
Alla comunione:
M. La comunione al Corpo del Signore ci rende solidali con tutte le membra sofferenti e con tante solitudini che attendono di essere da noi condivise e partecipate agli altri, creando una rete di interventi caritativi, nel segno della più pura gratuità.
RITI DI CONCLUSIONE
Preghiera dopo la Comunione:
P. Tu, mio Signore, sei un Dio creativo, in perenne attività
e tutto crei senza mai ricopiarti.
Non hai creato alcun uomo uguale ad un altro
e nemmeno un filo d’erba o un fiocco di neve.
Dal tuo balcone di gloria
ti affacci a guardare e a benedire le tue opere
e sorridi felice perché tutto è vestito della tua bellezza.
Mi sento in colpa, Signore,
perché io attraverso la vita
senza accorgermi dei miracoli
che mi circondano
e sono più attento a vedere un fiore appassito
anziché le rose che stanno sbocciando.
Aiutami, Signore, a meravigliarmi,
con gli occhi pieni di stupore,
per il bello che vedo,
per il buono che incontro,
per il vero che scopro,per il nuovo che rallegra,
per il cuore che batte anche quando dormo,
per il respiro che faccio anche se non ci penso,
per la luna che dà ali al mio sogno,
per lo sconosciuto che ieri mi ha sorriso
così che possa fare di ogni giornata
un inno di lode e di ringraziamento a te,
che sempre e dovunque operi cose meravigliose.
Amen.
Al Congedo:
P. Fatti nuovi nell’amore da questo incontro con Cristo e con i fratelli, portiamo nel deserto del mondo la gioia di questa liberazione: Andate in pace!
09:49 Scritto da: donulderico in Animazione Liturgica Domenicale | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | OKNOtizie |
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